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Richiamo

Educazione

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Abbiamo avuto qualche perplessità sull'opportunità o meno di inserire questo capitolo, poiché, mentre in un corso l'istruttore ha modo di mostrare agli allievi la dolcezza con cui devono parlare ai cuccioli, la leggerezza con cui va tenuto il guinzaglio, il controllo appena accennato delle correzioni , voi dovrete fare tutto da soli. Vogliamo comunque fidarci delle vostre capacità e, raccomandandovi ancora di procedere con estrema leggerezza, non insistendo mai e limitando a pochi minuti il lavoro giornaliero; accenneremo ad alcuni esercizi che potrete iniziare con il cucciolo all'età di tre mesi circa.


Un esercizio molto importante da impostare sul cucciolo è la chiamata o richiamo. Logicamente in questa fase non si cercherà né la posizione corretta, nè la rapidità di esecuzione; ci accontenteremo che il cucciolo, quando lo chiamiamo, venga da noi. Il metodo è semplicissimo: portatevi in un luogo privo di pericoli, affidate il cane ad un amico che avrete avuto cura portare con voi, allontanatevi di qualche passo, chinatevi battendo le mani e chiamatelo per nome: appena il cucciolo inizierà a divincolarsi per venire verso di voi, verrà lasciato andare; come vi sarà vicino, dategli la ricompensa e non risparmiate le carezze, non trattenendolo a lungo, ma lasciatelo nuovamente andare a giocare. Se sceglierete il momento in cui il cane si sta avvicinando per chiamarlo, innescherete un processo di meccanizzazione che condizionerà il cucciolo a venire sentendo il suo nome.

All'inizio è preferibile assumere una posizione accovacciata e con le braccia aperte per essere più rassicuranti: l'accostamento al padrone deve sempre essere occasione di gioco e complimenti.

Inizialmente sarà bene evitare di chiamare il cucciolo mentre gioca, annusa o è disattento, soprattutto se è appena uscito dopo una lunga permanenza in casa, dovete avere la sua piena attenzione per evitare il rischio di un rifiuto e di non portare a buon termine l'esercizio iniziato che in questo caso è il richiamo. Altro errore da non commettere è fargli associare l'atto di obbedienza alla chiamata con la fine del gioco ed il ritorno a casa. Bisogna ricordare che a quest'età il cucciolo non ha ancora il piacere di lavorare ed ha un solo desiderio: giocare.

A volte si mette a terra e poi fugge via all'avvicinarsi del padrone; questo comportamento è un invito al gioco. Attenti a non corrergli dietro, perchè più il padrone lo insegue e più il cane scappa, convinto che si tratti di un bel gioco. Per evitare grosse arrabbiature e corse infinite nell'intento di acchiapparlo, è sufficiente scappare nella direzione opposta; dopo pochi passi il cane verrà con la massima naturalezza ed il padrone dovrà fargli molte feste; il lasciarsi andare a nervosismi, rimproveri e "sculacciate" in simili occasioni può alimentare ulteriormente la sua voglia di fuggire.




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